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| Per ragazzini di origine araba, di età dai sei ai dodici anni |
Il direttivo della nostra Associazione ha ritenuto molto positiva la richiesta ed ha pensato che, con l'occasione, avremmo potuto abbinare alle lezioni di lingua araba, anche lezioni di un Corso di Cultura Civica per la convivenza corretta e sicura quì in Italia.
Il Console di Tunisia, venendo a conoscenza dell'iniziativa, è venuto a visitarci: ha conosciuto le molteplici attività del nostro Centro d'Incontro e ha visitato l'aula scolastica. Il Console ha lodato l'iniziativa e ha offerto la sua collaborazione, inviandoci Lui tre maestri arabi.
Attualmente i Corsi sono in atto, avvengono al sabato e alla domenica, con la presenza dei maestri di lingua araba e con il contributo dell'Ing. CARLO CAVAZZOLI, da noi incaricato per il Corso di Cultura Civica.
Nel frattempo, dato l'interesse che l'iniziativa ha suscitato, i ragazzini iscritti, dagli iniziali cinquanta, sono diventati centocinquanta.
Nel frattempo, dato l'interesse che l'iniziativa ha suscitato, i ragazzini iscritti, dagli iniziali cinquanta, sono diventati centocinquanta.
Progetto ristrutturazione PARCO delle PAULONIE
il Comune per la convivenza Condominiale
1 - 6 - 7contatto
corsi e laboratori a partecipazione gratuita
Nel mese di Marzo 2011 si è concluso un ciclo di proiezioni chiamato "Quale Africa conosciamo?"
Ad ogniuna delle cinque serate ha partecipato una media di 25 persone: molto attente, interessate, dialoganti. L'immagine dell'Africa attraverso la sua cinematografia d'autore è stata curata dal Gruppo di Studio Interculturale e dall'Ass.ne Centro d'Incontro Reggio Est attraverso i loro responsabili Sigg.ri Paolo Vecchi e Madì Ouedrago: quest'ultimo ci ha gentilmente rilasciato alcune considerazioni.
"Un film non è solo una storia ma è anche una rappresentazione, un mettere in scena una realtà sociale e questa realtà è costituita da ambienti, personaggi, oggetti, paesaggi, luci, ombre, suoni; una aggregazione di fattori che ci conduce a conoscenze e riflessioni.
Questo giro della cinematografia africana è iniziato con il film tunisino "Les baliseurs du desert" dove il regista, usando con sapienza luci e ombre, ci mostra le immagini delle zone sabbiose del sud della Tunisia, ed evidenzia il comportamento-confronto della popolazione "viandante" con questo mare di sabbia.
Nel secondo film il regista Rachid Boutones attira l'attenzione sulla società migrante marocchina in Francia. Con pudore, eleganza, poesia ci racconta la nostalgia che questi "migranti" conservano per il loro Paese d'origine e, nel contempo, l'attaccamento con i relativi doveri verso il loro nuovo Paese; un Paese dove concludono la loro stagione lavorativa ricevendone, anche, gratificazioni.
Nel film "Samba Traorè" il pubblico presente ha potuto osservare e capire, anche divertendosi, il trascorrere delle vite private e pubbliche nella società tradizionale delle campagne del Burkina Faso.
Gli ultimi due film ci hanno raccontato il "mondo" femminile.
In "Barakat" la regista Dajamila Sahraoni descrive l'Algeria al tempo del fondamentalismo, dove il contrasto fra la donna già emancipata e l'uomo è rilevante e stridente e, a volte, questo ciò ci viene raccontato con ironia.
Nel film senegalese "En attendant les hommes" l'universo femminile esplode in tutte le sue sfaccettature. Qui, le donne, nei loro monoòoghi parlano dei loro uomini, dei sogni, dei loro desideri, ma, anche, delle loro astuzie.
In conclusione, il pubblico, in gran parte femminile, ha scoperto l'Africa e in particolar modo il mondo della donna araba e africana, le loro lotte per emanciparsi; con stupore e sorpresa, questo pubblico ha capito che le donne del mondo occidentale hanno da imparare dalle loro coetanee africane".
M A D I









